Chirurgia Plastica Umanitaria, una possibilità a vantaggio di tutti

Grazie all’attività di molti soci, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE è da sempre impegnata nella chirurgia plastica umanitaria. Chirurgia plastica umanitaria vuol dire missioni in Paesi poveri e “difficili” del mondo, per affrontare malformazioni congenite ed esiti da trauma e da ustione: iniziative in grado di cambiare il corso di molte vite, ma anche straordinarie opportunità di crescita umana e professionale. In questa sezione vengono pubblicati brevi report delle missioni svolte dai soci SICPRE negli ultimi anni, con lo scopo di testimoniare il loro impegno e di fornire informazioni utili per chi volesse dare il proprio contributo.
Tutti i soci sono invitati a inviare il materiale (un breve testo e qualche immagine) delle missioni a cui hanno preso parte all’indirizzo segreteria@sicpre.it

1° Xtreme Tunisia Aid Tour, la SICPRE collabora all’iniziativa umanitaria

loghi progetto tunisia

Il 1° Xtreme Tunisia Aid Tour è un’iniziativa umanitaria sostenuta dalla SICPRE che si propone di raggiungere i villaggi più poveri della Tunisia per fornire assistenza medica e aiuti soprattutto ai bambini e alle giovani mamme. La missione, che parte il 20 ottobre per concludersi il 27, è incentrata sul trasporto di materiale e aiuti umanitari che saranno consegnati al personale del luogo, per successive distribuzioni alle mamme e ai bambini. In particolare, si provvederà alla consegna di una trentina di kit di primo soccorso, che sarà possibile donare in occasione del 67° Congresso Nazionale SICPRE 2018 (Roma, 11-13 ottobre).
Clicca quiper conoscere le modalità di partecipazione per il PSG.
Clicca quiper le conoscere modalità di partecipazione per i soci Aderenti e Ordinari.

Da Padova al Kenya, un’avventura iniziata 4 anni fa

Il progetto “Chirurgia Plastica all’Ospedale Cattolico North Kinangop - Kenya” nasce nella Clinica di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova. L’idea è la creazione di un reparto di Chirurgia Plastica nell’Ospedale di North Kinangop in Kenya. In questi quattro anni il progetto è maturato ed è stato esteso a molti soci SICPRE, che hanno messo a disposizione del volontariato le loro capacità ed esperienza. Sino ad oggi sono state svolte più di 21 missioni che hanno visto ben 33 volontari tra specialisti e specializzandi entrare a far parte del progetto gestito dalla Onlus “Help for Life” di Padova, e finanziato dalla Fondazione “Cassa di Risparmio del Veneto”. Sono stati eseguiti più di 470 interventi e oltre 700 visite. Il progetto si è articolato con la presenza in ospedale di uno specializzando per tre settimane, in cui la prima è di preparazione, la seconda vede l’arrivo dello specialista esperto e gli interventi, che si succedono anche per 10 ore al giorno, e infine la terza è destinata alle visite post-operatorie e per la missione successiva. Ogni medico è inoltre invitato a tenere lezioni/seminari ECM per i medici e gli operatori sanitari locali, per la loro formazione e per poterli rendere sempre più autonomi nella pratica quotidiana. È in fase di avviamento, inoltre, un Centro Ustioni con 2 posti letto e un tecnico anestesista per la sua gestione.

Per informazioni sul progetto scrivere all’indirizzo Franco.Bassetto@unipd.it.


Kenya e Pakistan, interventi e formazione microchirurgica

Il Kenya nel 2016 e il Pakistan nel 2017 sono le ultime missioni umanitarie svolte da Mario Cherubino. La prima, presso l’ospedale cattolico di North Kinago, è stata organizzata con il gruppo Help for life di Padova, la seconda con BAPRAS, la Società britannica di chirugia plastica ricostruttiva ed estetica. “È stata un’esperienza fantastica, di quelle che ti ricorderai per sempre – ha detto Cherubino commentando l’attività svolta a Lahore -. Inoltre, essere ammesso a far parte di questo gruppo di specialisti come unico componente non aglosassone mi ha reso davvero orgoglioso”. Durante la missione in Pakistan sono stati affrontati una quarantina di casi, tutti con ricostruzioni complesse microchirurgiche o post traumatiche o da esiti infettivi. E all’attività in sala operatoria si è affiancata quella formativa rivolta ai chirurghi pakistani, insegnando come approcciare certe tipologie di interventi di microchirurgia ricostruttiva. “Insegnare è trasmettere le conoscenze in modo da migliorare i trattamenti nei luoghi d’origine e da permettere alle persone di non dover migrare per ottenere le cure. Credo che sia la forma più bella di volontariato e che condividere sia il sistema migliore per ripagare di ciò che si è avuto".

L’Africa al centro delle missioni Cute Project Onlus

Formazione in chirurgia plastica e in particolare nelle ustioni è l’obiettivo di Cute Project Onlus (www.cute-project.org), giovane organizzazione no profit torinese guidata da Daniele Bollero (presidente) e da Ezio Gangemi (vice presidente). Svolge l’attività sia all’estero che in Italia. Cute Project Onlus ha all’attivo 8 missioni umanitarie formative (Repubblica Democratica del Congo 2013; Benin 2014, 2015, 2016, 2017 – Uganda 2015, 2016, 2017). L’idea della continuità formativa si concretizza inoltre in borse di studio di medici africani in Italia e supporto economico e di materiale al personale locale in loco. Le missioni di Cute Project Onlus hanno lo scopo di continuare a formare gratuitamente dal punto di vista teorico e pratico il personale locale nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva. Per quanto riguarda l’attività in Italia, è stato creato un laboratorio didattico di prevenzione delle ustioni nelle scuole d’infanzia e primarie del territorio piemontese che coinvolge per l’anno scolastico 2017-2018 circa 1000 alunni.


Uganda, operare e formare

Operare, ovviamente, ma anche formare il personale locale nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva. Sono stati questi gli obiettivi della missione che Massimo Navissano ha svolto nel 2016 in Uganda, presso la città di Fort Portal, con Cute Project Onlus. L’attività medica e chirurgica è stata rivolta alla cura di ustioni acute, esiti cicatriziali, malformazioni facciali, patologie cutanee, traumi ed esiti, negli adulti e nei bambini. “In 9 giorni di sala operatori sono stati trattati 98 pazienti – dice Navissano -, sempre cogliendo l’occasione per coinvolgere attivamente il personale medico e infermieristico e proseguire il percorso formativo iniziato nel 2015”.

Nelle missioni umanitarie la "vera" chirurgia plastica

“Spero che le nuove leve della chirurgia plastica capiscano che il nostro vero mestiere non è l’estetica pura, ma la vera ricostruttiva”. Il report di Daniele Gandini, in missione nel 2016 in Vietnam con Interethnos Interplast Italy, inizia con un’esortazione ai giovani, affinché colgano l’essenza propria della chirurgia plastica. Durante la missione in Vietnam sono state affrontate classiche malformazioni come la labiopalatoschisi, le polidattilie e le sindattilie, esiti di ustioni e rare malformazioni infantili, soprattutto degli arti, certamente provocate da agenti chimici con effetto mutante come quelli contenuti nell'agent orange, un potente desfoliante stoccato per anni nella città di Bien Hoa. Dal 1995 al 2016, Gandini ha partecipato a 14 missioni umanitarie, eseguendo complessivamente circa 550 interventi ricostruttivi.


Dopo il Senegal, obiettivo Iran

Focus sulla labiopalatoschisi nella missione che si è svolta in Senegal nel 2017. Claudio Maestrini la racconta sottolineando che, con l’associazione Emergenza Sorrisi, in quell’occasione sono stati operati 35 bambini affetti da questa malformazione. “E sono pronto a ripartire – dice Maestrini - con la stessa associazione, in febbraio, questa volta per l’Iran, dove affronteremo ancora casi di labiopalatoschisi ed esiti da ustione”.

Vietnam e Nepal con Interethnos Interplast

gruppo vietnam 2016

Vietnam e Nepal nel 2016 e ancora Nepal nel 2017: sono state le mete delle missioni umanitarie guidate dal prof. Paolo Morselli, vero decano dell’attività, con la onlus Interethnos Interplast Italy . In Vietnam, il team era composto da 13 partecipanti e ha visitato 135 persone provenienti da diverse aree del Paese, per arrivare ad operare 80 pazienti affetti da malformazioni congenite (soprattutto labiopalatoschisi e malformazioni della mano) ed esiti di ustione con importanti limitazioni funzionali. La maggior parte di pazienti era rappresentata da bambini. “Per quanto riguarda il Nepal – racconta Morselli - le due missioni si sono svolte nell’ambito del progetto Patan, nato da una sinergia tra la nostra associazione e il Rotary Club Bologna con lo scopo di migliorare la qualità delle prestazioni dell’ospedale di Kirtipur dopo il devastante terremoto avvenuto a Katmandu”. Durante le missioni sono stati operati pazienti affetti da malformazioni cranio-facciali ed esiti di ustione.


Da Bergamo alla Palestina

Esiti di traumi e ustioni e correzione chirurgica delle malformazioni congenite sono state l’oggetto delle missioni umanitarie guidate dal prof. Enrico Robotti in Palestina. “Con la ong statunitense PCRF, Palestine Children Relief Fund, organizzo una missione all’anno da circa otto anni – racconta Robotti, responsabile della Chirurgia Plastica all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Il gruppo è composto da 5-6 persone, tra infermiere, anestesista e chirurghi plastici, a cui a volte si aggiunge uno specializzando”. Nel corso di ogni missione vengono affrontati circa 30-40 casi, pediatrici e non solo.

Tanzania, in crescita la missione 2018

foto cigna

La Tanzania nel 2016, il Togo nel 2010. Si è svolta in Africa, sino ad ora, l’attività umanitaria di Emanuele Cigna, professore associato di Chirurgia Plastica all’Università di Pisa. “Due anni fa, nella città di Iringa, con CUAMM Medici per l’Africa ho guidato una missione composta da un chirurgo generale, un chirurgo toracico e un ginecologo – racconta Cigna -. E la missione 2018, ancora in Tanzania, avrà dimensione, impatto e durata maggiore”.