Chirurgia Plastica Umanitaria, una possibilità a vantaggio di tutti

Grazie all’attività di molti soci, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE è da sempre impegnata nella chirurgia plastica umanitaria.

Chirurgia plastica umanitaria vuol dire missioni in Paesi poveri e “difficili” del mondo, per affrontare malformazioni congenite ed esiti da trauma e da ustione: iniziative in grado di cambiare il corso di molte vite, ma anche straordinarie opportunità di crescita umana e professionale.

In questa sezione vengono pubblicati brevi report delle missioni svolte dai soci SICPRE negli ultimi anni, con lo scopo di testimoniare il loro impegno e di fornire informazioni utili per chi volesse dare il proprio contributo.

Tutti i soci sono invitati a inviare il materiale (un breve testo e qualche immagine) delle missioni a cui hanno preso parte all’indirizzo segreteria@sicpre.it

Vietnam e Nepal con Interethnos Interplast

gruppo vietnam 2016

Vietnam e Nepal nel 2016 e ancora Nepal nel 2017: sono state le mete delle missioni umanitarie guidate dal prof. Paolo Morselli, vero decano dell’attività, con la onlus Interethnos Interplast Italy . In Vietnam, il team era composto da 13 partecipanti e ha visitato 135 persone provenienti da diverse aree del Paese, per arrivare ad operare 80 pazienti affetti da malformazioni congenite (soprattutto labiopalatoschisi e malformazioni della mano) ed esiti di ustione con importanti limitazioni funzionali. La maggior parte di pazienti era rappresentata da bambini. “Per quanto riguarda il Nepal – racconta Morselli - le due missioni si sono svolte nell’ambito del progetto Patan, nato da una sinergia tra la nostra associazione e il Rotary Club Bologna con lo scopo di migliorare la qualità delle prestazioni dell’ospedale di Kirtipur dopo il devastante terremoto avvenuto a Katmandu”. Durante le missioni sono stati operati pazienti affetti da malformazioni cranio-facciali ed esiti di ustione.

Da Bergamo alla Palestina

Esiti di traumi e ustioni e correzione chirurgica delle malformazioni congenite sono state l’oggetto delle missioni umanitarie guidate dal prof. Enrico Robotti in Palestina. “Con la ong statunitense PCRF, Palestine Children Relief Fund, organizzo una missione all’anno da circa otto anni – racconta Robotti, responsabile della Chirurgia Plastica all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Il gruppo è composto da 5-6 persone, tra infermiere, anestesista e chirurghi plastici, a cui a volte si aggiunge uno specializzando”. Nel corso di ogni missione vengono affrontati circa 30-40 casi, pediatrici e non solo.

Tanzania, in crescita la missione 2018

foto cigna

La Tanzania nel 2016, il Togo nel 2010. Si è svolta in Africa, sino ad ora, l’attività umanitaria di Emanuele Cigna, professore associato di Chirurgia Plastica all’Università di Pisa. “Due anni fa, nella città di Iringa, con CUAMM Medici per l’Africa ho guidato una missione composta da un chirurgo generale, un chirurgo toracico e un ginecologo – racconta Cigna -. E la missione 2018, ancora in Tanzania, avrà dimensione, impatto e durata maggiore”.