Martyn H. C. Webster, tra i padri della moderna microchirurgia, ci ha lasciato qualche giorno fa, all’età di 87 anni.
Webster – “Mr Webster”, come tutti lo chiamavamo – si era formato all’università di Glasgow, raggiungendo i più alti vertici nella chirurgia plastica e in particolare della microchirurgia, che ha contribuito a diffondere in tutti gli ambiti della medicina.
Gentile, affabile, disponibile con tutti, Webster ha formato generazioni di colleghi di tutto il mondo.
Con la Scuola di Padova, in particolare, ha creato un rapporto molto stretto, accogliendo al Canniesburn Hospital prima di tutto Mauro Schiavon, medico strutturato dell’équipe del professor Mazzoleni, e il giovane Franco Bassetto alla fine del suo percorso di specialità.
A loro sono seguiti specializzandi e giovani chirurghi di cui ha perfezionato la formazione, condizionandone in modo decisivo la carriera, e partecipando per molti anni ad eventi fornativi e congressuali. Webster ha inoltre creato un rapporto speciale con Cristina Garusi, diventata poi presidente della Società italiana di microchirurgia, ed Eugenio Fraccalanza, attualmente primario di Mestre.
Ha pubblicato insieme a David Soutar nel 1986 il libro “Practical Guide of free tissue transfer”, cosiddetto “ red book” dove erano descritti e disegnati tutti i primi lembi liberi. “To teach is one of the best ways to learn”.
Presidente della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons (BAAPS) nel 1994-1995, Webster ha infine guidato l’European Society of Plastic Surgery (EURAPS) nel 2000-2001. Nella sua lunga attività anche il fattivo impegno in Africa, in cui si è adoperato per diffondere la conoscenza della microchirurgia, che ora la scuola padovana porta avanti in Kenya.
Un medico, un chirurgo, un uomo buono e rispettoso che non dimenticheremo mai.
Cristina Garusi
Eugenio Fraccalanza
Franco Bassetto





