WSRM 2022, la chirurgia plastica italiana
protagonista a Cancun

Si è chiuso pochi giorni fa l'11° congresso della World Society for Reconstructive Microsurgery (1-4 giugno 2022), che si è svolto a Cancun, in Messico, sotto la brillante regia del presidente Eric Santamaría Linares e con la partecipazione di un'ampia delegazione italiana. I nostri soci, circa 40, hanno contribuito moderando incontri, presentando comunicazioni libere e condividendo con i colleghi di tutto il mondo l'esperienza e il know know di molte Scuole di Specializzazione italiane nell'ambito della microchirurgia e della supermicrochirurgia. Le relazioni di elevato spessore scientifico hanno stimolato e sviluppato un'ampia discussione della casistica presentata, a dimostrazione di come la microchirurgia italiana rappresenti una "milestone" nel panorama internazionale. Tra i momenti salienti dell'incontro, la sessione sulla ricostruzione combinata della mammella e dei linfatici, in cui sono emerse nuove tendenze di ricostruzione linfatica immediata e ricostruzione mammaria ritardata con trattamento del linfedema del braccio con lembi addominali. Accanto al programma scientifico, quello sociale, altrettanto “di livello”, che si è svolto nonostante le avverse condizioni meteo e ha contribuito a creare e rinsaldare rapporti tra colleghi che hanno finalmente avuto la possibilità di vedersi nuovamente di persona. Bello incontrare tanti vecchi e nuovi amici, bello continuare a crescere insieme. Il prossimo appuntamento con il congresso della World Society for Reconstructive Microsurgery è fissato per il 2023, a Singapore.

Prof. Giuseppe Giudice

SICM, al 59° congresso focus sulla chirurgia rigenerativa

Dopo quasi due anni di pausa forzata per le conferenze in presenza, il dottor Michele Riccio, chirurgo plastico, ha organizzato nella sua Ancona il congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia della Mano, SICM, che si è svolto dal 14 al 16 ottobre 2021. La prima sessione plenaria presso l’Auditorium Montessori dell’Università Politecnica delle Marche ha trattato i temi della chirurgia rigenerativa registrando enorme entusiasmo e partecipazione da parte della platea. Si sono susseguite relazioni di altissima qualità e valore scientifico, che hanno efficacemente trasmesso a un auditorio composto da chirurghi della mano specialisti in chirurgia plastica o in ortopedia il significato e l’importanza con cui la chirurgia rigenerativa si sta affermando negli anni. Il presidente del congresso ha introdotto i sostituti dermici e i microinnesti di cute per guidare la rigenerazione dermica, passando poi a una relazione che ha messo a confronto proprio i sostituti dermici con i tradizionali lembi utilizzati nella ricostruzione tegumentaria di mano e dita. Il professor Franco Bassetto è poi entrato nel vivo della chirurgia rigenerativa introducendo il concetto di Stromal Vascular Fraction, ovvero quella frazione del tessuto adiposo ricchissima in cellule staminali e fattori di crescita. È infatti questa particolare componente del nostro grasso, grazie alla sua capacità di influenzare la riproduzione di numerosi tipi di cellule, a guidare la ricerca scientifica nel campo della medicina e chirurgia rigenerativa. Chiude la prima sessione il professor Luca Vaienti descrivendo una nuova tecnica per la gestione dei neuromi dolorosi mediante l’utilizzo di tessuto adiposo.
La seconda sessione ha invece posto l’accento sulle nuove frontiere della rigenerazione tissutale. Si sono susseguite diverse relazioni che hanno trattato la rigenerazione di vari tessuti, da quello tendineo a quello osseo, per poi passare alla disamina di componenti cellulari (esosomi) e biomateriali innovativi candidati a stimolare e indirizzare la rigenerazione dei tessuti.
Da questa prima sessione plenaria del congresso nazionale SICM è emersa a gran voce l’importanza della ricerca in ambito rigenerativo. Rigenerare, infatti, non è sinonimo di riparare. Il primo processo consiste nel ricreare cellule simili a quelle andate perse, mentre il secondo si attua grazie alla formazione di tessuto cicatriziale sensibilmente diverso rispetto alle cellule originali. Il percorso della medicina e chirurgia rigenerativa sembra ormai delineato, ma serviranno ancora enormi sforzi da parte delle nostre eccellenze italiane e internazionali affinché essa diventi parte integrante della pratica clinica.
Particolarmente numerosa la presenza di specializzandi e giovani specialisti in chirurgia plastica che lavorano nei più accreditati centri ospedalieri e universitari italiani, e che stanno dimostrano un particolare interesse e dedizione a questa branca ultraspecialistica che fa parte della formazione globale in chirurgia plastica ricostruttiva rigenerativa ed estetica.
Prof. Franco Bassetto Dott. Francesco Messana


Paziente fragile, le nuove sfide della chirurgia plastica

 

Il 1° ottobre 2021 ho partecipato al I congresso Internazionale “Il trattamento del paziente fragile in chirurgia plastica durante la pandemia di Covid-19: Cosa è successo e cosa è cambiato”, che si è svolto presso il Crown’s Plaza St.Vatican di Roma. Durante questo incontro abbiamo avuto modo di affrontare le diverse tematiche inerenti alla fragilità dei pazienti anziani in trattamento durante la pandemia con i diversi reparti di chirurgia plastica e ricostruttiva e centri grandi ustionati d'Italia.
È stato importantissimo avere un confronto, partecipare alle diverse sessioni scientifiche e ascoltare le diversi opinioni dei colleghi coinvolti. Durante le varie sessioni ho inoltre avuto modo di incontrare anche l'amico e collega, nonché nuovo presidente SICPRE, Carlo Magliocca, che stimo e ringrazio tantissimo.
Dott. Guglielmo Rufolo

Tumore al seno, ricostruzione e sport: visioni e strategie per una migliore qualità di vita

 

Il 15 e 16 ottobre 2021 si è tenuto a Roma presso l’Arcispedale Santo Spirito in Saxia il convegno “Tumore della mammella e Covid: cura, ricostruzione & sport” organizzato da Giovanni Dal Pra (direttore ff Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica Ospedale Santo Spirito - Ospedale San Filippo Neri - Centro S. Anna – Roma) con il patrocinio della SICPRE.
Sono intervenuti numerosi chirurghi plastici italiani portando le loro esperienze su ogni aspetto di questo argomento così attuale e specialisti di altre discipline che hanno condiviso aspetti della loro attività professionale correlati al Covid e tumore della mammella. Il Progetto SICPRE Giovani ha sostenuto la formazione dei medici specializzandi in Chirurgia Plastica, anche grazie alla disponibilità degli organizzatori, che hanno riservato agli iscritti 2 posti gratuiti.
Gli argomenti fulcro della prima giornata sono stati le modifiche organizzative degli ospedali in relazione alla pandemia e le conseguenti necessarie modifiche dei planning chirurgici, oncologici e diagnostici in relazione al carcinoma mammario; i nuovi approcci alla chirurgia profilattica in pazienti con mutazioni geniche e relative implicazioni-medico legali. Durante la seconda giornata è stato dato ampio spazio alle esperienze di ciascun chirurgo plastico riguardo i differenti approcci chirurgici ricostruttivi. Particolarmente significativi per il dibattito che ne è conseguito sono stati gli interventi del presidente SICPRE Carlo Magliocca, sostenitore di un approccio ricostruttivo più conservativo basato sull’utilizzo di un impianto protesico che possa rendere la mammella mastectomizzata somigliante alla mammella controlaterale sana senza intervenire chirurgicamente su quest’ultima. Altri chirurghi, invece, hanno sostenuto la necessità di una simmetrizzazione della mammella controlaterale con mastopessi con o senza un impianto protesico.
Di particolare interesse scientifico si è dimostrata la relazione di Giorgio Berna, che ha enfatizzato l’utilità della associazione di un impianto protesico con uno scaffold biorigenerativo per ridurre il rischio di contrattura capsulare realizzando una azione di biomimesi dei tessuti mammari. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda dove si è discusso dell’importanza dello sport e di una adeguata attività riabilitativa postoperatoria. L’evento è stato interessante dal punto di vista didattico e i relatori, tramite le loro esperienze, ci hanno dato la possibilità di approfondire il tema della chirurgia mammaria.
Un ringraziamento speciale agli organizzatori del convegno e ai direttori dei più importanti centri ospedalieri universitari italiani per il contributo e al Progetto SICPRE Giovani, in particolare a Stefania de Fazio per l’opportunità che ci è stata concessa. Dott. Piergiorgio Turco Dott. Gianmarco Polverino


Congresso AIGEF, insieme per la sicurezza


Sicurezza, multidisciplinarietà e rigenerazione. Sono stati questi, in estrema sintesi, i concetti cardine della quinta edizione del congresso nazionale dell'Associazione italiana Ginecologia Estetica e Funzionale - AIGEF, che si è svolto a Roma il 24 e 25 gennaio 2020. Teatro dei lavori, il complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia, dal 727 d.C sede del più antico ospedale della capitale. Oggi più che mai, sicurezza vuol dire linee guida. E proprio la necessità delle linee guida è stata spesso ribadita durante la due giorni, per una corretta e sicura pratica clinica in ginecoplastica e ginecoestetica, senza ovviamente dimenticare gli aspetti di responsabilità medica in ginecologia estetica e funzionale. Per rafforzare il concetto di multidisciplinarietà, il presidente AIGEF Pietro Saccucci ha introdotto le varie società scientifiche italiane che per disciplina afferiscono all’Associazione e presentato il progetto ideato da Cosimo Oliva, tesoriere, che punta alla costituzione di un network collaborativo tra le varie società scientifiche e l’AIGEF stessa. Un progetto, questo, che nasce con solide basi nella realtà, come si evince dalla partecipazione al congresso tra le varie società, della Società Italiana di Medicina Estetica - SIME e ovviamente della SICPRE. Presenti ai lavori anche il presidente dell'Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del pavimento pelvico – AIUG, Stefano Salvatore, e rappresentanti della scena internazionale come IMCAS, ISRAIT, GRIERG e SOFCPRE. Tra le personalità di AIGEF, il vice presidente Franco Anglana e il segretario generale Elena Fasola, ideatrice dell'Associazione. Per quanto riguarda la SICPRE e il suo Capitolo di Chirurgia Genitale Femminile e Maschile - CCGF&M erano anche presenti oltre a chi scrive, Riccardo Mazzola, Marina Onesti e Stefano Gentileschi; il Progetto SICPRE Giovani PSG era rappresentato dal neospecialista Simone La Padula, di stanza a Parigi.  Tantissimi sono stati gli argomenti trattati, come l’anatomia, i canoni estetici dei genitali femminili nelle diverse aree del mondo, la patologia vulvare per una corretta diagnosi, la chirurgia plastica estetica Rigenerativa e ricostruttiva dei genitali esterni (comprese le implicazioni psicologiche), le Mutilazioni Genitali Femminili, la medicina e chirurgia rigenerativa nella sua accezione classica e la rigenerazione tissutale per mezzo fisico. Le sessioni più ricche di novità, con argomenti ampiamente dibattuti, sono state quelle dedicate alla tecnologia per la cura dell’atrofia tissutale correlata all’aging e alle nuove metodiche biorigenerative iniettabili per mezzo eterologo (biostimolazione con acido ialuronico e polinucleotidi).
Dott. Massimiliano Brambilla
Dott.ssa Stefania de Fazio

(referenti del Capitolo di Chirurgia Genitale Femminile e Maschile della SICPRE)


Il chirurgo plastico nei trauma center: la richiesta degli ortopedici al congresso OTODI


Nel corso del congresso OTODI, svoltosi a fine ottobre a Riccione, il trattamento combinato delle fratture esposte è stato oggetto di una sessione di grande attualità in un contesto interdisciplinare nella sala plenaria. In questo ambito è stata sottolineata la necessità di una stretta collaborazione iniziale tra chirurghi plastici e traumatologi. Questa esigenza, non molto sentita fino ad alcuni anni fa dagli ortopedici, è diventata di grande attualità anche perché i risultati dei trattamenti combinati ortopedico / chirurgo plastico sono decisamente superiori dal punto di vista funzionale oltre che morfologico. Proprio in base a questi dati di fatto, gli ortopedici hanno avanzato la chiara richiesta di una più stretta presenza del chirurgo plastico nelle fasi iniziali del trauma. Si sottolinea, pertanto, la necessità di strutturare la presenza del chirurgo plastico in modo efficace e puntuale in tutti i traumi center con funzione hub: è un campo molto importante della moderna chirurgia plastica sul quale è importante intervenire in modo più sistematico e strutturale.
Dott. Daniele Fasano


Dal Congresso SIOT il progetto di un consensus italiano


Dal 9 al 12 Novembre si è svolto a Bari il congresso SIOT della Società Italiana di Ortopedia. Alla Chirurgia Plastica di Bari è stata assegnata l'organizzazione di 2 sessioni sull'ortoplastica che hanno visto come relatori e moderatori i massimi esponenti della chirurgia plastica italiana sull'argomento. Tale occasione è stata momento di confronto tra i chirurghi plastici e i colleghi dell'ortopedia per discutere sull'importanza dell'approccio multidisciplinare. La promessa tra i presidenti SICPRE, SIM, SIOT e SICM è di incontrarsi al più presto per delineare delle linee guida e un consensus italiano. "Bari rappresenta una pietra miliare nell'incontro fra queste società per lo sviluppo dell' Ortoplastica italiana intesa come collaborazione tra chirurghi plastici e ortopedici”, ha detto il prof. Zoran Arnez a margine del congresso.
Dott. Giuseppe Giudice

Congresso AIS, tra senologi e plastici l’unione è indissolubile


Il rapporto tra senologi e chirurghi plastici è cambiato, con grande riconoscimento del ruolo di questi ultimi. È la conclusione, in estrema sintesi, del congresso Attualità in Senologia (presidente Luigi Cataliotti), che si è svolto a Firenze dall’8 al 10 novembre 2017 con la partecipazione di circa 1.200 senologi. “E lo ha dimostrato ampiamente la tavola rotonda di apertura, Chirurgia oncologica e chirurgia plastica nel centro di senologia: dal flirt all’unione indissolubile – dice Giorgio De Santis, moderatore dell’incontro e tra i referenti del Capitolo di Senologia Ricostruttiva della SICPRE -.

Il congresso è stato un grande riconoscimento del ruolo dei chirurghi plastici e della nostra società scientifica nell’ambito della senologia, con le relazioni dei soci SICPRE Roy de Vita, Marco Klinger e Marzia Salgarello. Di fatto, è emerso in modo chiaro e inequivocabile che il chirurgo plastico è oggi un figura fondamentale nelle Breast Unit. Solo pochi anni fa, gli anni del flirt per ritornare al titolo della tavola rotonda, l’orientamento era quello di rivolgersi ai plastici solo in alcuni casi”.

A conferma di questa impostazione, la relazione Approccio oncoplastico in chirurgia conservativa: la tecnica, di Marco Klinger, che ha sottolineato l’utilizzo delle tecniche estetiche nel rimodellamento oncoplastico. “Sempre di più, senologi e chirurghi plastici lavorano dall’inizio uno accanto all’altro, mettendo a punto un progetto comune che comprende la parte demolitiva e quella ricostruttiva, a vantaggio del miglior risultato per la paziente”.


Anche la chirurgia plastica al Congresso della Società di Chirurgia Geriatrica

I moderatori e relatori della tavola rotonda “La Chirurgia Plastica nel paziente anziano”, che si è tenuta nell’ambito del 30° congresso della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica. I moderatori e relatori della tavola rotonda “La Chirurgia Plastica nel paziente anziano”, che si è tenuta nell’ambito del 30° congresso della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica.

Il 30° Congresso della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica (Roma, 5-7 ottobre 2017) ha visto un brillante confronto tra chirurghi e specialisti in diversi settori sanitari che operano in tutti i campi della chirurgia geriatrica. Nell’ambito del congresso è stata dedicata una tavola rotonda alla Chirurgia Plastica del paziente anziano. A moderare la sessione il dott. Marsilio Francucci, la prof. Marzia Salgarello e il Prof. Emanuele Cigna. Hanno partecipato alla tavola rotonda: la prof. Adriana Cordova, il prof. Marco Rossi, il prof. Valerio Cervelli, il prof. Diego Ribuffo, il dott. Alessio Caggiati e la prof. Marzia Salgarello.

SINTESI DELLE RELAZIONI

Dalla sessione è emerso collegialmente che l’indicazione chirurgica e microchirurgica non va modificata in base all’età cronologica ( che statisticamente non è un fattore indipendente nella valutazione del rischio perioperatorio), ma in base ad una valutazione multidimensionale che include lo stato “funzionale” ( capacità di vita autonoma), le comorbidità, lo stato nutrizionale, lo stato cognitivo, il supporto familiare e sociale e lo stato psicologico. Quindi:

  • La microchirurgia non deve essere considerata opzionale nella chirurgia ricostruttiva post oncologica del distretto testo collo, poiché quasi sempre la chirurgia radicale è l’unica arma di cui si dispone; nei pazienti più anziani infatti le frequenti morbidità non consentono di fare ricorso a terapie multimodali (chemio/radioterapia).
  • Per un corretto approccio anestesiologico è stata sottolineata l’importanza di aderire ai protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) con l'obiettivo di garantire, dopo l'intervento, un recupero ottimale ed un ritorno precoce e sicuro alle attività quotidiane. Quindi è stata sottolineata anche l’importanza dell’uso di farmaci di breve durata, di un attentissimo controllo idroelettrolitico e del controllo intraoperatorio della temperatura del paziente.
  • La ricostruzione mammaria con protesi ed espansori può essere considerata sicura anche nelle pazienti anziane che la richiedono.
  • La chirurgia rigenerativa può trovare un largo impiego nei pazienti anziani sia nel trattamento delle ulcere sia nella rivitalizzazione dei tessuti con finalità estetica. E’ stata enfatizzata la potenzialità del trattamento delle ulcere basato su sui monociti estratti dal sangue periferico che sembrano favorire la rivascolarizzazione dei tessuti.
  • Nel trattamento del melanoma è stata sottolineata la necessità di mantenere anche nei pazienti anziani l’aderenza ai protocolli di stadiazione e trattamento
  • Le nuove tecniche microchirurgiche per il trattamento del linfedema sono ben tollerate ed efficaci anche nei pazienti anziani e talvolta possono essere praticate anche in forma mini invasiva, in sedazione e anestesia locale. E’ stata sottolineata l’importanza di diffondere lo studio preopertorio del sistema linfatico mediante angio RMN.

CONCLUSIONI E' emerso con chiarezza che la definizione di anziano è complessa e soggetta a valutazioni multifattoriali e che gli studi clinici sull’argomento sono ancora carenti, di conseguenza va incoraggiato e diffuso l’uso di strumenti di screening per la valutazione geriatrica al fine di garantire una maggiore uniformità.
Dott. ssa Adriana Cordova