Precisione, eleganza, ecletticità: il ricordo del grande Piero Candiani


Piero Candiani è morto a Milano l’11 maggio 2021, pochi mesi prima di compiere 70 anni. Gli ultimi 23 sono purtroppo stati un calvario a seguito dei gravi problemi di salute avvenuti nel ’98. Fino ad allora è stato prima dottore e poi professore associato di Chirurgia Plastica, dalla metà degli anni ‘80, dando tanti significativi contributi alla crescita della nostra materia.
È stato allievo dei professori Ruberti, Radici, Montorsi, ma in particolare del prof. Luigi Donati, allora direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica dell’Università di Milano, che diede il maggiore contributo alla sua crescita scientifica, clinica e didattica, e di cui certamente sarebbe stato il successore. I suoi campi di interesse scientifici e clinici hanno spaziato dagli studi sulla cicatrizzazione alle ustioni, gli esiti di obesità e la chirurgia ricostruttiva ginecologica e otorinolaringoiatrica, fino a indirizzarsi particolarmente alla chirurgia mammaria, ricostruttiva ed estetica, e alla chirurgia del volto, in particolare alla rinoplastica e lifting cervico-facciale.
Oltre 100 pubblicazioni documentano la sua ricca attività scientifica, supportata da un’imponente attività di sala operatoria e da una facilità didattica fuori dal comune. Da un punto di vista clinico è stato un chirurgo assolutamente brillante e pulito, con facilità di associare preparazione anatomica al gesto chirurgico e con grande capacità di abbinare lo studio delle tecniche più aggiornate all’interpretazione personale, suo vero cavallo di battaglia. Sicuramente le maggiori influenze su di lui sono state esercitate da Luigi Donati, suo direttore, dai colleghi di Niguarda (su tutti Andrea Grisotti, vice-primario di Donati), da John B. Mulliken con lunghi periodi trascorsi ad Harvard-Boston, e da Fernando Ortiz Monasterio durante i periodi a Città del Messico.
In particolare, da Donati apprese il gesto chirurgico, concreto ed essenziale; da Mulliken l’amore per la materia, la sua precisione e la sua storia; da Ortiz Monasterio la fantasia e l’ecletticità latina che solo i grandi hanno. Pur così giovane, ha contribuito a creare numerosi discepoli attratti da un carisma e da una positività senza limiti. Da un punto di vista umano - visto da me che ho avuto la fortuna di essergli vicino giornate intere, settimane, mesi e anni - è stata una persona eccezionalmente generosa e dai modi signorili, sempre pronto alla positività e a una contagiosa ironia, mischiata a un’innata eleganza di comportamento, facilitata da un aspetto fisico imponente e affascinante allo stesso tempo.
Le giornate con lui sono state sempre un arricchimento professionale e umano, e ne sono testimoni tutti i colleghi che hanno collaborato con lui al Policlinco, Niguarda e Humanitas, di cui fu il primo responsabile della chirurgia plastica. Da sempre socio entusiasta e visibile della SICPRE, ha ispirato con i suoi modi e i suoi successi una generazione che ha permesso la consacrazione della Chirurgia Plastica italiana nel mondo e di cui - non me ne vogliano tutti i miei amici e colleghi di grande successo - sarebbe stato per decenni la stella più splendente e rispettata. Lascia tre figli, belli e simpatici come lui, cui siamo vicini con grande affetto.
Per me un amico carissimo, quasi un fratello, e un modello cui certamente ho provato ogni giorno a ispirarmi.
Mi mancherai tanto e mancherai a tutti.
Ciao Piero,
Marco Klinger