Filler, meglio una domanda in più

Non solo gli interventi di chirurgia plastica: anche le infiltrazioni di filler sono trattamenti da affrontare con serietà e informazione, prendendo le distanze dal diminutivo “punturine” e prendendo invece sempre più coscienza del fatto che in ogni gesto (e quelli medici non fanno eccezione) è insito un rischio, rischio che solo gli operatori esperti sono in grado di gestire al meglio, a vantaggio della più completa sicurezza.

“Ai potenziali pazienti raccomando di non esitare a fare domande ­ dice Daniele Fasano, consigliere della SICPRE ­ in modo da sapere con esattezza quale sostanza sta per essere iniettata, dove e da chi è stata prodotta”. Gli effetti indesiderati riscontrati in passato sono infatti stati in gran parte ricondotti all’utilizzo di sostanze improprie, sostanze come il silicone liquido, vietate da anni ma non per questo scomparse dal mercato.

“Attenzione ovviamente anche alla preparazione dell’operatore ­ dice ancora Fasano -: essere specialista in Chirurgia Plastica è importante, anche se le infiltrazioni di filler possono essere eseguite anche da altri medici, purché esperti e competenti”.

La stessa FDA, l’agenzia americana responsabile della sicurezza dei farmaci, ha infatti richiamato l’attenzione sulle possibili evenienze negative legate all’utilizzo dei filler. Un trattamento quindi a cui guardare con sospetto? “Sicuramente no ­ rassicura Fasano -. Anzi, uno dei più eseguiti al mondo e quindi con la più ampia casistica e studi. Non per questo, però, un trattamento da affrontare in ambienti impropri e nelle mani di persone non preparate”.