Ci ha lasciati Gilberto Magliacani. Dal CTO al Centro Ustioni di Torino

Personaggio di rilievo della comunità scientifica torinese, clinico serio e misurato, dotato di notevoli capacità progettuali e organizzative, Gilberto Magliacani ha compiuto la sua carriera al Centro Traumatologico di Torino, protagonista dagli Anni '60 ai giorni nostri. Specialista in Chirurgia Generale e in Chirurgia Plastica, prese servizio nel 1968 nel reparto diretto dal prof. Simone Teich Alasia.
Condivise dunque con la cosiddetta prima generazione di sanitari del CTO l’esperienza ricca ed entusiasmante dell’avvio di un nuovo ospedale, in cui si concentravano le tecnologie dell’epoca, interamente dedicato agli infortuni lavorativi e alle malattie professionali. I medici e gli infermieri e anche gli addetti a mansioni tecniche e amministrative che furono partecipi di quella stagione intensa e produttiva svilupparono legami di amicizia, con un senso peculiare di appartenenza, portato avanti nel tempo fino ad ora.
La chirurgia plastica e in particolare il trattamento delle ustioni divennero campo precipuo di interesse: fu Assistente e poi Aiuto di Teich Alasia, con cui condivise lo sviluppo delle funzioni del Centro Grandi Ustionati di Torino che, inaugurato nel 1968, grazie alle lungimiranti scelte progettuali e organizzative, nonché all'impegno dei sanitari, si impose all'attenzione nazionale e internazionale per i validi risultati conseguiti. Nei 50 anni di vita del Centro, sulla spinta dei progressi delle conoscenze scientifiche, i protocolli diagnostico-terapeutici e l'organizzazione del lavoro si sono affinati, fino a connotarlo come un peculiare reparto speciale chirurgico, dedicato alle ustioni estese e anche ad altre patologie assimilabili, in grado di assicurare terapie intensive e semi-intensive attraverso l'opera di un articolato staff multidisciplinare. A partire dagli Anni '80, Magliacani supportò Teich Alasia, convinto sostenitore del progresso scientifico, nell’affiancare al reparto una Fondazione di Ricerca, di cui divenne presidente nel 2012.
Dal giugno 1985 divenne primario della U.O.A. di Chirurgia Plastica e Centro Ustionati e dal maggio 2000 divenne direttore del Dipartimento di Chirurgia Plastica, titolo che mantenne fino al 2004 quando, a fine mandato ospedaliero, venne nominato primario emerito. Con Teich Alasia promosse e finanziò ricerche che posero le basi per la creazione della Banca della Cute, progetto fortemente voluto fin dalla prima metà degli Anni '90, e che giunse a compimento con l’apertura della Banca nel 1999 e il successivo riconoscimento del CNT nel 2000: da allora sono stati trattati centinaia di pazienti, contribuendo a una progressiva riduzione degli indici di mortalità grazie all’introduzione nella pratica clinica di nuove tecniche chirurgiche salvavita per il trattamento del paziente gravemente ustionato.
Sempre disposto al confronto, dotato di fine dialettica, talora burbero ma sempre cordiale, divenne un apprezzato interprete del dibattito scientifico sui temi di interesse: docente alla Scuola di Specializzazione di Chirurgia Plastica Ricostruttiva e di Ortopedia dell'Università di Torino, a Corsi universitari di perfezionamento per medici, ha avuto molti allievi a cui ha garantito sviluppi di carriera, facilitandone la crescita professionale nei campi a lui congeniali.
Consigliere della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e della Sezione Italiana dell’ISBI, presidente della Società Italiana Ustioni, membro del Comitato Regionale Trapianti, rappresentante italiano nel Mediterranean Burns Council, ha lasciato un’impronta durevole nella letteratura medica del settore, mediante pubblicazioni di lavori clinici e collaborazione alla stesura di vari testi, di tecnica chirurgica nelle ustioni e in chirurgia plastica, di medicina d’urgenza, di riabilitazione.
Nell’esprimere il cordoglio per la sua scomparsa i collaboratori lo ricordano con affetto e riconoscenza.